lunedì 2 settembre 2013

Venezia70 - Omosessualità e omofobia in concorso con TOM à LA FEMME diretto e interpretato da Xavier Dolan, con Pierre-Yves Cardinal

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Presentato oggi - in concorso - il film canadese diretto (e interpretato) da Xavier Dolan, 'Tom à la femme' che affronta il disagio di essere gay e la latente omosessualità di chi professa l'omofobia.
Nel cast oltre a Xavier c'è Pierre-Yves Cardinal nel ruolo del fratello del compagno.
Un giovane pubblicitario arriva in piena campagna per un funerale e scopre che laggiù nessuno conosce il suo nome né la natura della sua relazione con il defunto. Quando il fratello maggiore di quest’ultimo impone un macabro gioco di ruolo per proteggere la madre e l’onore della famiglia, si instaura tra di loro una relazione perversa che potrà risolversi solo con l’affiorare della verità, qualunque sia il prezzo da pagare. Ha un bel mentire chi viene da lontano... Thriller psicologico ambientato nel Québec agricolo, Tom à la ferme affronta il crescente abisso che separa città e provincia, e la natura degli uomini che vi vivono. Sindrome di Stoccolma, lutto e sorde violenze impregnano questa breve storia di impostura e di menzogna.
 
Questo il commento del regista:
Con i miei film precedenti volevo mostrare come la nozione di coppia possa cambiare passando dall’adolescenza alla vita adulta, e come si deteriori nel tempo. Messi insieme, i miei primi tre film formano una sorta di trilogia dell’amore impossibile. Ma quando ho acquisito i diritti della pièce di Michel Marc Bouchard, avevo un obiettivo preciso: tentare qualcosa di nuovo, un altro genere, un altro stile di scrittura. Ho pensato a questo in ogni istante in cui ho girato, montato o mixato Tom à la ferme. Inevitabilmente, ne è risultata una formidabile opportunità per capire l’importanza della diversità nella filmografia di un autore. Ho provato un’intensa gioia nell’esplorare il genere, pur restando all’interno della sua grammatica specifica, dei suoi codici. Avventurarsi in territori sconosciuti, riapprendere le basi, dire no agli automatismi... È stato il più bel viaggio attraverso questa forma d’arte. Pensare di più, fare di meno, lavorare sodo. Andare avanti.


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