martedì 28 maggio 2013

SOLO DIO PERDONA - ONLY GOD FORGIVES ieri a Roma il regista NICOLAS WINDING REFN ha presentato il film nei cinema italiani da Giovedì 30 Maggio in 200 schermi.

 Dopo la contrastata presentazione al Festival di Cannes è arrivato ieri a Roma, Nicolas Winding Refn (solo, era atteso anche Ryan Gosling ma causa impegni sul set del suo nuovo film - come regista - il protagonista di 'Drive' non è potuto intervenire) ecco l'intervista rilasciata a "CinecittàNews":
"Per Nicolas Winding Refn, vincitore del premio della regia a Cannes nel 2011 con Drive, l'accoglienza contrastante ottenuta quest'anno con il suo nuovo thriller Solo Dio perdona è stata comunque positiva: "Quando ho visto le reazioni violente dei critici tra chi ha amato il mio film e chi l'ha odiato ho capito di aver fatto qualcosa di giusto - dice il cineasta oggi a Roma - Il cinema è un'arte per esprimere le emozioni, ma è anche molto lucrativa solo che per guadagnare serve uno spettatore passivo, che consumi rapidamente. Per me il cinema invece deve andare contro tutto questo, deve penetrare il pubblico, sconvolgerlo, lasciargli qualcosa dentro".
Il film, che ha per protagonisti Ryan Gosling, Kristin Scott Thomas e il thailandese Vithaia Pansringarm, dopo il debutto sulla Croisette sarà nelle sale italiane dal 30 maggio in 200 copie distribuito da 01. Escluso dal palmarès, Solo Dio perdona è stato il film più menzionato sulla rete (25 mila citazioni) nella classifica stilata dal blog francese Reputation Squad, il suo protagonista Gosling ha ottenuto ben 12 mila citazioni.

La storia è quella di una vendetta, con scene molto violente. "Non so perché mi ritrovo sempre a raccontare storie di uomini violenti - dice sorridendo Refn - A me tendenzialmente gli uomini non piacciono, non mi piacciono le cose da maschi, non bevo birra, non gioco a poker... Prima o poi farò un film sulle donne ma è anche vero che mi diverto moltissimo a realizzare film su figure maschili così complesse". Il regista danese sottolinea l'importanza del mantenere dentro di sé "un'attitudine punk, bisogna conservare quella scintilla che ti porta a creare ma anche a 'fracassare'. Per me il nemico della creatività è il buon gusto". Grande cinefilo, Refn dice di amare ad esempio gli spaghetti western ("Solo Dio perdona assomiglia più ad uno di quelli che a un western classico americano"), oltre a cineasti come Jodorowski ("Lo considero il mio maestro per il suo essere fuori da qualunque schema"), a cui il film è dedicato, o anche il cinema di Jacopetti. Tra i nuovi progetti Refn sta lavorando a un remake televisivo di Barbarella e vorrebbe realizzare al più presto un horror e una commedia.

Sinossi ufficiale del Film:
Membro di una potente famiglia criminale, Julian (Ryan Gosling)  gestisce un club di pugilato in Thailandia, come copertura per il traffico di droga.Quando suo fratello maggiore Billy (Tom Burke) uccide brutalmente una prostituta, le autorità si rivolgono ad un poliziotto in pensione, Chang (Vithaya Pansringarm), che opera basandosi su un’ idea di giustizia molto personale.La punizione per Billy è la morte. Intanto – per recuperare il corpo del figlio - arriva a Bangkok Crystal (Kristin Scott Thomas), madre di Julian e Billy e capo di una potente organizzazione criminale. La donna, addolorata e furiosa, ha un unico obiettivo: progettare e consumare una spietata vendetta contro coloro che si sono macchiati del sangue di suo figlio. Chang è il primo della lista…

Note di Regia (da 01 Distribution):
L'idea originaria di questo film era la storia di un uomo che vuole lottare contro Dio. Sono partito quindi da questo spunto iniziale per creare un personaggio che crede di essere Dio (Chang) e che diventa l'antagonista di un gangster, il protagonista, che è alla ricerca di una religione in cui credere (Julian).  Si tratta di un tema esistenzialista perché la fede si basa sulla necessità di una risposta superiore, ma la maggior parte delle volte non sappiamo qual è la domanda. Quando arriva la risposta, dunque, dobbiamo ripercorrere le nostre vite per poter trovare la domanda. In questo senso il film è concepito come una risposta ad una domanda che viene  rivelata alla fine. Una volta stabilito il rapporto tra Chang e Julian, mi è venuta l'idea del personaggio di una madre. Siamo abituati all'idea di crimine e violenza associati a personaggi maschili ma l'idea che una donna rappresenti il male estremo, e che questa donna sia addirittura una madre, è stata molto divertente da elaborare. E questo accresce il dilemma che tormenta Julian poiché sua madre è un elemento chiave della sua volontà di lottare contro Dio. Col senno di poi, posso notare similitudini tra Valhalla Rising, Drive e Only God Forgives , riconosco che tecnicamente sono simili nel loro atteggiamento stoico, nel loro silenzio, nel loro feticismo anche se vivono vite diverse e sono interpretati da attori diversi.  All'inizio c'era un altro attore (Luke Evans) che doveva interpretare il ruolo di Julian ma poi ha rinunciato poco prima dell’inizio delle riprese. Penso che sia stata una benedizione perché ha dato l'opportunità a me e Ryan di tornare a collaborare. Stranamente avevo scritto la sceneggiatura prima di cominciare le riprese di Drive, e Julian è stato sin dall'inizio concepito come un personaggio molto silenzioso. Quando io e Ryan abbiamo cominciato a lavorare alla sceneggiatura, dopo Drive, il linguaggio del silenzio è venuto naturale, di grande aiuto per definire il personaggio di Julian ed il suo conflitto interno che la telecamera fa trasparire – il percorso del personaggio procede sempre in direzione dell’interno e non dell’esterno. A pensarci ora, non potrei immaginare nessun altro che possa interpretare questo personaggio come Ryan.  E' come se io e lui fossimo la stessa persona. Per quanto riguarda Kristin Scott Thomas, è stata scelta sin dall’inizio: l'avevo vista negli anni in diversi film e l'ho sempre trovata incredibilmente brillante, ha quell'aura che io definirei di “classica mitologia da film hollywoodiano”.  Potrei dire che Solo Dio perdona è come una sintesi  di tutti i film che ho realizzato finora. Credo che mi stessi dirigendo proprio verso questa collisione creativa, a grande velocità, per poter cambiare tutto ciò che mi circonda e vedere ciò che sarebbe emerso. Ho sempre pensato che avrei realizzato film sulle donne e invece ho finito per fare film su uomini violenti. Adesso che c'è stata questa collisione, può succedere che tutto intorno a me si capovolga. Questo fenomeno è avvenuto perché tutto ciò che mi circonda è diventato  instabile e insicuro. Ma non bisogna dimenticare che il secondo nemico della creatività, dopo aver “buon gusto”, è il sentirsi al sicuro.  


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